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  Libri
  ISSN: 2385-0825
Anno: 2015
Numero: 1
Fascicolo: 1/2015
Prezzo: 0.00 €
Rivista:
Annali del dipartimento di metodi e modelli per l'economia il territorio e la finanza
Autori:
Maria Rita Scarpitti  
Articolo:
L’American International Group e l’eccessiva speculazione finanziaria
Abstract:

Uno dei più lunghi periodi di redditività finanziaria dell’era presente è stato interrotto nel 2008 dal fallimento delle innovative strutture di cartolarizzazione ingegnate a Wall Street per condividere il rischio finanziario. Si sono affermati così nuovi fenomeni comportamentali nel campo della moderna finanza facendo emergere l’urgenza di strumenti di governo e di gestione finanziaria. Il rischio di insolvenza da parte dei privati, delle imprese e degli Stati Sovrani è uno dei punti più critici dell’attuale scenario finanziario; la valutazione di questo rischio necessita di strategie di analisi e di regolamentazione degli strumenti finanziari del mercato globale, strumenti in parte già esistenti ma anche creati ad hoc per la gestione del rischio medesimo. Il fenomeno dei mutui subprime americani in quello stesso 2008 consentì di rendere invisibili le “ipoteche rischiose” impacchettandole in prodotti finanziari collocati sul mercato ed etichettandole come obbligazioni legate al mondo immobiliare e quindi sicure per definizione. Uno dei tanti rapporti che la crisi del settembre 2008 ha mutato è quello tra istituzioni finanziarie di carattere pubblico ed istituzioni finanziarie di carattere privato. È proprio in questo contesto che si inserisce la crisi di una delle più importanti Compagnie Assicurative al mondo, l’American International Group (Aig), causata sia da un uso sfrenato dei meccanismi assicurativi sia dalla inevitabile implicazione con le istituzioni finanziarie. L’Aig si è risollevata poi con l’aiuto del Tesoro USA. Vi è inoltre l’inevitabile ed attuale confronto con il Quantitative easing dell’Eurozona. L’obiettivo è quello di mostrare come attraverso l’esperienza dell’American International Group sia possibile una sinergia tra pubblico e privato che metta a punto delle strategie comuni rivolte alla gestione del rischio finanziario con una particolare attenzione al rischio di modello. Tale dinamica operativa se ben compresa nella sua natura complessa, crea le condizioni sia per il salvataggio economico immediato sia per la solidità futura, prescindendo dal fatto che tra le cause del fenomeno vi sono stati certamente comportamenti e responsabilità sia dell’uno che dell’altro dei due soggetti finanziari. Il metodo seguito è quello dell’analisi della dinamica della crisi finanziaria dell’ Aig, Compagnia che oltre alla normale attività assicurativa che ha già di per sé delle implicazioni con il mondo della finanza, si era spinta in operazioni economiche con strumenti finanziari derivati quali i MBS (mortgage-backed securities), i CDS (credit default swap) e i CDO (collateral debt obbligation). Si intende mostrare infatti come questi derivati siano stati i principali attori della eccessiva speculazione finanziaria. Parole chiave: Istituzioni finanziarie pubbliche e private, Grandi Compagnie Assicurative, Crisi finanziaria, Strumenti finanziari derivati, Rischio di insolvenza.

According to a common thought the fraudulent behavior against the insurance companies do not hit the person contracting the insurance policies but the insurance companies themselves. On the contrary, this belief proves to be incorrect because the phenomenon of fraud in the insurance industry affects the composition of the premium that the policyholder pays to the insurer on conclusion of the insurance contract itself.

 
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