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  Libri
  ISSN: 2240-3604
Anno: 2018
Numero: 13-14
Fascicolo: 13-14/2018
Prezzo: 14.00 €
Rivista:
TECA
Autori:
ALBERTO GABRIELE 
Articolo:
Cinema su carta. I dispositivi ottici del precinema e le modalitā di percezione dell’estetica moderna
Abstract:

Il saggio si concentra sulle pratiche visive mediate dalla carta stampata e dall’immaginario letterario nel periodo precedente all’invenzione del cinema per tracciare una nuova genealogia della visione moderna. Concentrandosi sull’esperienza del lettore della carta stampata, che media testi eterogenei attraverso un processo di montaggio, il saggio rivisita le pratiche di lettura e le forme di percezione del Ģlungo Ottocentoģ per evidenziare le tensioni derivanti da due modalitā percettive: da un lato la frammentazione impressionistica e dall’altro l’aspirazione ad un ordine ricostituito. Queste modalitā, che nel periodo preso in esame vengono esplorate anteponendo la seconda alla prima, trovano nel dispositivo precinematografico che ricompone l’unitā dei frammenti costitutivi e nelle pratiche di lettura del nuovo genere del romanzo una corrispondenza isomorfica. La materialitā del medium cartaceo che diffonde il romanzo, e gli scrittori pių attenti alla dinamica frammentazione/unitā che sottende a queste forme di percezione moderna, rendono il romanzo un genere aperto, autoriflessivo, defamiliarizzante rispetto al paradigma immersivo della rappresentazione realistica, proprio come i dispositivi del precinema nei quali č l'utilizzatore stesso a creare, attraverso le sue componenti, l'illusione della rappresentazione.

The essay focuses on the visual regime mediated by print culture in the long nineteenth century, in order to investigate a genealogy of the moving image without the disciplinary-historical constraints dictated by the medium of film and by the esthetic and narratological categories defined by the twentieth century film industry. The history of print culture and of reading practices enables to chart the coexisting tensions deriving from two visual discursive forces which were active in the period examined, from the formalization of esthetics in the eighteenth century to the experimentations of the twentieth century avant-garde: a non-systematic perception of fragmentation in opposition to an intuition of a reconstituted, transcendental order. These modalities of perception and representation structure the optical devices of the precinematic spectacle, as well as the literary imagination and the reading practices instated by the new genre of the novel. The materiality of the medium that disseminates fiction makes the novel an open, self-reflexive and dynamic fragmentary genre, rather than a model for immersive realism. The medium of print culture appears to be isomorphous with the functioning of the precinematic devices, which require the participation of the observer in the creation of a self-conscious illusion of their representation. 

 
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