Le rappresentazioni visive del corpo sono sempre state, in ogni ambito storiografico e forse ancor più per la tarda antichità, trattate solo tangenzialmente dalla ricerca storica, considerate appannaggio prevalente degli iconografi e degli storici dell’arte. Ma le dimensioni sociali, culturali, religiose, filosofiche della tematica eccedono di molto l’ambito iconografico, anche se lo includono e non possono non essere indagate che in rapporto dialettico con esso. L’intenzione di quest’opera è quella di ricostruire, attraverso un’ampia e in buona parte pionieristica ricognizione della letteratura cristiana e pagana della tarda antichità, un disegno sintetico di queste prospettive della visualità tardoantica, fornendo, da un’ottica relativamente inusuale, una visione globale della società e della cultura della tarda antichità nell’essenzialità del suo intreccio di cultura classica e cultura giudeo-cristiana.
Introduzione – dalla vista del corpo ai discorsi sulla bellezza – valori e funzioni sociali e politici dell’apparenza fisica – la forma dei corpi immaginari – conclusioni – illustrazioni – bibliografia indice dei passi – indice dei nomi.
Professore dell’Università di Bologna, si è occupato di diversi aspetti della storia sociale e culturale dell’epoca tardo-antica, ricostruendo gli intrecci tra sviluppo della cultura imperiale romana e ascesa del cristianesimo. In particolare, ha messo a fuoco le figure della marginalità sociale e l’impatto esercitato dalla nascita del cristianesimo sulla percezione della povertà. Oltre ad aver dedicato diversi studi all’immagine degli imperatori romani nelle fonti antiche, ha approfondito il tema della rappresentazione del corpo, pubblicando con Pàtron il volume La bellezza del corpo nella società tardoantica. Rappresentazioni visive e valutazioni estetiche tra cultura classica e cristianesimo (2004).
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