I cambiamenti climatici rappresentano una delle questioni decisive del nostro tempo. I nostri modi di conoscere e comprendere le trasformazioni in atto, ma anche la possibilità stessa di costruire efficaci azioni di contrasto, dipendono sempre più dal ruolo dei media e dalla loro capacità di rinegoziare relazioni e immaginari. Il contributo si propone di esplorare i complicati rapporti fra media e cambiamenti climatici in prospettiva geografica. Combinando la storia di alcune delle principali icone dell’ambientalismo con quella dei dibattiti accademici che le hanno accompagnate, tracceremo una genealogia dei modi in cui i media hanno co-prodotto le relazioni ecologiche, con particolare riferimento alle politiche di rappresentazione dei cambia- menti climatici e alle disuguaglianze che le attraversano. Lontani dall’essere semplici canali di trasmissione dell’informazione scientifica, i media rappresentano dei potenti dispositivi capaci di rendere visibile l’invisibile, di modellare affettività e forme di coinvolgimento e di organizzare gerarchie spaziali del rischio e della responsabilità. Nelle conclusioni, suggeriremo alcune possibili direttrici per un’agenda di ricerca comparativa e situata che, intrecciando ecologia politica, geografie decoloniali ed ecofemminismo, rimetta al centro la giustizia ambientale e interroghi criticamente le condizioni di produzione, circolazione e ricezione degli immaginari climatici.
Parole chiave: Geografie dei media, cambiamenti climatici, giustizia ambientale.
Media Geographies and Climate Change. Genealogies, Fields and Perspectives
Climate change is one of the defining issues of our time. How we come to know and understand the transformations under way and, indeed, our very capacity to develop effective responses depends increasingly on the role of the media and on their ability to renegotiate relations and imaginaries. This article investigates the complex entanglements between media and climate change from a geographical perspective. By bringing into conversation the history of some of environmentalism’s key icons and the scholarly debates that have accompanied them, it outlines a genealogy of the ways in which media have co-produced ecological relations, with particular attention to the politics of climate-change representation and the inequalities that run through it. Far from functioning as mere channels for the transmission of scientific information, media operate as powerful dispositifs that make the invisible vis- ible, shape affects and modes of engagement, and organize spatial hierarchies of risk and responsibility. In conclusion, the article sketches possible directions for a situated, comparative research agenda which, by weaving together political ecology, decolonial geographies, and ecofeminism, recentres environmental justice and critically interrogates the conditions under which climate im- aginaries are produced, circulated, and received.
Keywords: Media geographies, climate change, environmental justice.










Se vuoi essere informato sulle nostre novità editoriali, registrati alla nostra newsletter!