La relazione tra cambiamenti climatici e migrazioni è oggi uno dei fenomeni globali in grado di interrogare e sollecitare i nostri modelli geografici e il modo con cui interpretiamo la complessità del mondo. Il dibattito accademico ha già intrapreso nuove prospettive portando la relazione tra migrazioni e cambiamenti climatici oltre la dimensione fattuale e collegandola a una diversa forma di mobilità che nell’epoca dell’Antropocene (o Capitalocene) si lega a una più ampia «rete globalizzata di regimi di mobilità». In questo contesto il contributo vuole problematizzare il ruolo dei media (e in particolare di un documentario ritenuto per certi aspetti esemplare) nella costruzione di un climate Limbo legato a uno spazio di visibilità che riproduce forme ormai riconoscibili di slow violence e mobility [un]justice. L’obiettivo sarà quello di costruire una diversa concettualizzazione in grado di far emergere un capital Limbo come modello e risposta a quel «lutto climatico» che è ancora una trappola rispetto alle forme di rappresentazione del cambiamento climatico e alle possibilità di costruire nuovi immaginari spaziali.
Parole chiave: slow violence, climate Limbo, lutto climatico, capital Limbo, geografia.
Media Geography and Mobility in the Climate Limbo: Research Notes
The relationship between climate change and migration is now one of the global phenomena capable of challenging our geographical models and the ways in which we interpret the complexity of the world. Academic debate has already taken on new perspectives, moving the relationship between migration and climate change beyond its purely factual dimension and linking it to a different form of mobility which, in the era of the Anthropocene (or Capitalocene), is tied to a broader «globalized network of mobility regimes». In this context, this contribution seeks to problematise the role of the media (and in particular of a documentary that is exemplary in several respects) in constructing a climate Limbo connected to a space of visibility that reproduces recognisable forms of slow violence and mobility [un]justice. The aim will be to construct a different conceptualization capable of bringing forth capital Limbo as a model and response to that «climate sorrow» which still acts as a trap in terms of how climate change is represented and of the possibilities for creating new spatial imaginaries.
Keywords: slow violence, climate Limbo, climate sorrow, capital Limbo, geography.










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