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Non possiamo non dirci distopici. Il difficile rapporto delle serie televisive con il cambiamento climatico e le catastrofi

Amato Fabio
Articolo Immagine
ISSN:
1126-7798
Rivista:
Geotema
Anno:
2026
Numero:
80
Fascicolo:
Geotema N. 80/2026

Questo articolo affronta il complicato rapporto tra la narrazione seriale e le catastrofi ambientali. Seguendo la riflessione di Ghosh che sottolinea l’impossibilità di uscire dalla logica dell’eccezionale e dell’inaudito quando si parla di cambiamento climatico, saranno analizzate alcune recenti produzioni seriali che scelgono un setting nel futuro prossimo per raccontare gli effetti di un’apocalisse (Silo e Paradise). Anche le serie che ricostruiscono una attualità di un passato prossimo non smontano questa logica (Chernobyl e Treme). Nondimeno, la produzione di finzione per i tanti schermi della nostra esistenza può assumere un ruolo strategico nella difficile comunicazione intergenerazionale sulle criticità ambientali. 

Parole chiave: cambiamento climatico, scenari distopici, serie tv, discorso sull’ambiente.

We cannot Help but Call Ourselves Dystopian. The difficult Relationship between Television Series, Climate Change, and Catastrophes 

This article explores the complex relationship between serialized narratives and environmental catastrophes. Following Ghosh’s reflection, which emphasizes the impossibility of escaping the logic of the exceptional and the unprecedented when discussing climate change, we will analyze some recent serial productions that choose a near-future setting to narrate the effects of an apocalypse (Silo and Paradise). Even series that reconstruct a recent past do not challenge this logic (Chernobyl and Treme). Nonetheless, the production of fiction for the many screens of our existence can play a strategic role in the challenging intergenerational com- munication on environmental issues. 

Keywords: climate change, dystopian scenarios, TV series, environmental discourse.