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Poeti di fronte al potere: Dante e Sa‘di consiglieri del Principe

SACCONE CARLO
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Rivista:
Quaderni Di Filologia Romanza
Anno:
2017
Numero:
25
Fascicolo:
Quaderni Di Filologia Romanza N. 25/2017

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La embrionale “politologia” di Sa‘di di Shiraz (m. 1291) – maturata tra gli studi teologici nellagrande università religiosa “Nizamiyya” di Baghdad, le personali esperienze del suo protettoree tiranno di Shiraz, l’esilio e il terrore di Hulagu, il conquistatore di Baghdad nel 1258 – sfocianaturalmente in una teologia del potere, non diversamente in fondo da Dante, la cui compiutateoria politica sarebbe del tutto incomprensibile senza conoscerne i presupposti filosoficoteologicie la personale dolorosa esperienza di esilio e incertezze esistenziali. Dante e Sa‘di vivonoepoche di transizione, di disordini, segnate dalla inesorabile decadenza del califfato inOriente e del papato a Occidente. Ma per Sa‘di l’ash‘arita, ossia convinto “predestinazionista”,l’oppressione (zolm) o la giustizia (‘adl) sono sempre divinamente decretate dalla insondabilevolontà di Allah. Insomma per Sa‘di, e qui Dante il teorico dei “due soli” non potrebbe seguirlofino in fondo, anche il Principe oppressore e ingiusto è comunque longa manus di Dio, cosìcome doveva essergli apparso Hulagu, il grande Mongolo distruttore di Baghdad.Parole chiave: letteratura persiana - Sa‘di - califfato - papato - Dante.

The embryonal “politology” of Sa‘di of Shiraz (1291) – matured between the theological studiesin the great religious university “Nizamiyya” in Baghdad, the personal experiences of hisprotector and tyrant of Shiraz, his long exile and the terror of Hulagu, the conqueror of Baghdadin 1258 – naturally flows into a theology of power, in the same way as in Dante, whose politicaltheory would be completely incomprehensible without knowing his philosophicaltheologicalassumptions and the painful personal experience of exile and existential uncertainties.Dante and Sa‘di live in epochs of transition, of disorder, marked by the inexorable decadenceof caliphate in the East and papacy in the West. But for Sa‘di the ash'arite, a convinced“predestinationist”, oppression (zolm) or justice ('adl) are always divinely decreed by Allah'sunfathomable will. In short, for Sa‘di, and here Dante the theorist of the “two suns” could nottotally follow him, even the oppressing and unjust Prince is still God’s longa manus, just asHulagu, the great Mongolian destroyer of Baghdad, had appeared to him.Keywords: Persian literature - Sa‘di - caliphate - papacy - Dante.